sabato 7 novembre 2020

IL SEGRETO DELLA MADONNA DE LA SALETTE

 

IL SEGRETO DELLA MADONNA DE LA SALETTE


Il 19 settembre 1846, a Melania Calvat e a Massimo Giraud apparve la Madre di Dio
L'attualità del messaggio loro trasmesso lascia ancora stupiti. 



Il 19 settembre 1846 Melania Calvat, assieme a Massimo Giraud, raccontarono di aver ricevuto un messaggio e un segreto durante una apparizione della Madonna. Dal 1860 Melania, poi entrata in religione con il nome di Maria della Croce - Vittima di Gesú, procedette a diverse redazioni del suo segreto, finché ne venne dichiarata autentica una, pubblicata nel 1879 con l'imprimatur del Vescovo di Lecce, mentre l'autorità ecclesiastica francese per qualche tempo non volle concedere il riconoscimento ecclesiastico. Il racconto dell'apparizione della Madonna a La Salette, si può considerare composto essenzialmente di due parti principali.

 
Nella prima parte vengono descritti gli avvenimenti che interessarono buona parte dell'Europa di allora, e che si verificarono puntualmente: guerre civili in Francia, in Portogallo, in Italia; fine del potere temporale dei papi; carestie; lotte contro la religione; lassismo morale; decadimento ecclesiastico.

 
La seconda parte (che riportiamo nella sua completezza), è la parte piú discussa del segreto, perché riferentesi alla venuta dell'anticristo e alla diffusione dell'eresia all'interno stesso della Chiesa.

 
Si dice chiaramente nella profezia che Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo


Sono parole estremamente gravi, che vanno collegate a quelle che seguono nel messaggio stesso, e cioè alla indefessa sicurezza della vittoria finale del bene sul male, all'invito alla perseveranza nella fede cattolica apostolica romana, all'assistenza continua per gli apostoli degli ultimi tempi


(omissis)
I governanti avranno tutti un medesimo progetto, che sarà di abolire e fare scomparire tutti i principi religiosi per sostituirli con il materialismo, l'ateismo, lo spiritismo, e ogni sorta di vizi. 
Nell'anno 1865 si vedrà l'abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il re dei cuori.

 
Coloro che sono a capo delle comunità religiose si guardino dalle persone che esse devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l'amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra.

 
La Francia, l'Italia, la Spagna e l'Inghilterra saranno in guerra: il sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà contro il francese, l'italiano contro l'italiano, vi sarà poi una guerra generale che sarà spaventevole. Per qualche tempo Dio non si ricorderà piú della Francia né dell'Italia, perché il Vangelo di Gesú Cristo non è piú conosciuto. 
I malvagi userano tutta la loro astuzia; ci si ucciderà, ci si massacrerà reciprocamente perfino nelle case.

 
Al primo colpo della Sua spada fulminante le montagne e la natura tutta tremeranno di spavento perché i disordini e i crimini degli uomini trafiggono la volta celeste. 
Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; molte grandi città saranno scosse e inghiottite da terremoti; si crederà che tutto è perduto; non si vedranno che omicidi; non si sentiranno che colpi d'arma e bestemmie.

 
I giusti soffriranno molto, le loro preghiere, la loro penitenza e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il Mio aiuto e la Mia intercessione. 


Allora Gesù Cristo con un atto della Sua misericordia grande per i giusti comanderà ai Suoi angeli che tutti i Suoi nemici siano messi a morte.

 
Improvvisamente i persecutori della Chiesa di Gesú Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato moriranno e la terra diventerà come un deserto.

 
Allora si farà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesú Cristo sarà servito, adorato e glorificato; dappertutto fiorirà la carità.

 
I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, zelante e imitatrice delle virtú di Gesú Cristo. 


Il Vangelo sarà predicato dappertutto e gli uomini faranno grandi progressi nella fede perché vi sarà unità tra gli operai di Gesú Cristo e perché gli uomini vivranno nel timor di Dio.

 
Questa pace tra gli uomini non sarà lunga: venticinque anni di abbondanti raccolti faranno loro dimenticare che i peccati degli uomini sono causa di tutte le pene che arrivano sulla terra. 
Un precursore dell'anticristo, con le sue truppe di parecchie nazioni, combatterà contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo, egli spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi guardare come un Dio.

 
La terra sarà colpita da ogni sorta di piaghe, (oltre la peste e la carestia che saranno dovunque), vi saranno delle guerre fino all'ultima guerra, che sarà allora fatta da dieci re dell'anticristo, i quali re avranno tutti lo stesso progetto e saranno i soli a governare il mondo. 
Prima che ciò succeda vi sarà una specie di falsa pace nel mondo; non si penserà che a divertirsi; i malvagi si abbandoneranno a ogni sorta di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della fede, i miei veri imitatori crederanno nell'amore di Dio e nelle virtú che mi sono piú care. 


Felici le anime umili guidate dallo Spirito Santo! Io combatterò con esse fino a che esse saranno nella pienezza dell'età. La natura chiede vendetta per gli uomini ed essa freme di spavento nell'attesa di ciò che deve arrivare alla terra insudiciata dai crimini. 
Tremate terra e voi che fate professione di adorare Gesú Cristo e che dentro di voi adorate solo voi stessi; tremate perché Dio sta per consegnarvi al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono piú le case di Dio, ma i pascoli di Asmodeo e dei suoi. 


Sarà durante questo tempo che nascerà l'anticristo da una religiosa ebrea, da una falsa vergine che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il padrone dell'impurità; suo padre sarà Vescovo, nascendo vomiterà delle bestemmie, egli avrà dei denti, in una parola sarà il diavolo incarnato; egli lancerà delle grida spaventose, farà dei prodigi, non si nutrirà che di impurità. 


Egli avrà dei fratelli che, sebbene non siano dei demoni incarnati come lui, saranno dei figli del male; a dodici anni essi si faranno notare per le prodi vittorie che otterranno; presto essi saranno ognuno alla testa degli eserciti assistiti dalle legioni dell'inferno. 
Le stagioni saranno cambiate, la terra non produrrà che frutti cattivi, gli astri perderanno i loro movimenti regolari, la luna non rifletterà che una debole luce rossastra; l'acqua e il fuoco daranno al globo terrestre dei movimenti convulsi e degli orribili terremoti che inghiottiranno delle montagne, delle città.

 
Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo. I demoni dell'aria con l'anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell'aria e gli uomini si pervertiranno sempre piú. 
Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dappertutto, tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità. 
Io rivolgo un appello urgente alla terra; Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; Io chiamo i miei figli , i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me perché io li conduca dal Mio divin Figlio, quelli che Io porto, per cosí dire, nelle mie braccia, quelli che sono vissuti del Mio Spirito; infine Io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Gesú Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povertà e nell'umiltà, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell'unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo.

 
È tempo che escano e vengano ad illuminare la terra. Andate e mostratevi come i miei cari figli; Io sono con voi e in voi purché la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l'onore di Gesú Cristo. 
Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini.

 
La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione. Ma ecco Enoch ed Elia riempiti dello Spirito di Dio; essi predicheranno con la forza di Dio e gli uomini di buona volontà crederanno in Dio e molte anime saranno consolate; essi faranno grandi progressi per virtú dello Spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell'anticristo. 


Sciagura agli abitanti della terra! Vi saranno guerre spaventose e carestie; pesti e malattie contagiose; pioverà una grandine spaventosa di animali; tuoni che scuoteranno le città; terremoti che inghiottiranno paesi; si udiranno delle voci nell'aria; gli uomini batteranno la testa contro i muri, essi chiameranno la morte, da un'altra parte la morte li supplizierà; il sangue scorrerà da ogni parte. Chi potrà vivere se Dio non diminuirà il tempo della prova ? 
Dal sangue, dalle lacrime e dalle preghiere dei giusti Dio si lascerà placare; Enoch ed Elia saranno messi a morte; Roma pagana sparirà; il fuoco del cielo cadrà e distruggerà tre città; tutto l'universo sarà colpito dal terrore e molti si lasceranno sedurre perché essi non hanno adorato il vero Cristo vivente tra loro.

 
È tempo, il sole si oscura; la fede sola vivrà.  cco il tempo, l'abisso si apre. Ecco il re delle tenebre. Ecco la bestia con i suoi sudditi, sedicente salvatore del mondo.

Egli si alzerà con orgoglio nell'aria per andare fino al Cielo; egli sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo.

 
Egli cadrà e la terra che da tre giorni sarà in continue evoluzioni, aprirà il suo seno pieno di fuoco; egli sarà sprofondato per sempre con tutti i suoi nei baratri eterni dell'inferno. 
Allora l'acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno tutte le opere dell'orgoglio degli uomini e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato. 


Non intendiamo fornire interpretazioni di un testo legato ad espressioni profetiche ed apocalittiche, pienamente intelleggibile solo al momento della sua realizzazione, e nemmeno intendiamo infoltire la schiera dei millenaristi che, soprattutto in ambito protestante, indicano scadenze precise per la parusia, ma neppure possiamo non interrogarci sul significato di questo messaggio, forse oggi troppo trascurato dalla Chiesa ufficiale, che collima con l'Apocalisse, dove si parla di martiri che rimarranno fedeli alla parola di Dio e che non avevano adorata la bestia e del príncipe delle tenebre che dovrà essere sciolto per un breve tempo, (Apocalisse, XX, 1-10).

 
Come sostiene uno dei piú famosi studiosi del settore, il gesuita Ugo Vanni, il riflettere sui messaggi escatologici ci «mette in guardia sia dal disimpegno di un pessimismo inerte, sia dall'illusione di un paradiso in terra […] richiede che ci assumiamo la responsabilità di una fede robusta, la quale, (consapevole come è di collaborare con un Cristo sempre presente e attivo ma trascendente), si sforza di dare il meglio, ma senza pretendere di controllare il risultato». (UGO VANNI, La struttura letteraria dell'Apocalisse, Morcelliana, Brescia, 1980 ).

 
Ammonisce l'esortazione evangelica: Ideo et vos estote parati, quia qua nescitis ora Filius hominis venturus est , (Quindi anche voi siate preparati, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora piú impensata), (Matteo, XXIV, 44). 

Luc de Pollien


mercoledì 4 novembre 2020

IL FRUTTO DELLO SPIRITO: FEDELTA'

 

Galati 5:22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;

Il termine fedeltà ha una sua ambiguità, perché sia in greco che in italiano viene interscambiato con la fede, ma in realtà significa essere fedeli. Giustamente il traduttore ha messo «fedeltà».

Alcuni sinonimi di fedeltà: lealtà, dedizione, attaccamento, affetto, amore, costanza, assiduità, tenacia, rispetto, deferenza, esattezza, puntualità, credibilità, corrispondenza, conformità, precisione. Credo che non esista un'altra parola con tanti sinonimi come questa.

Cos'è un padre fedele, cos'è un fratello fedele, cos'è uno sposo o una sposa fedele, cos'è un amico o amica fedele? La fedeltà che cos'è? Innanzitutto è un frutto. Non dimentichiamo mai che si arriva alla fedeltà grazie all'opera dello Spirito Santo. Vediamo però di capire la fedeltà anche attraverso il suo contrario. Il contrario della fedeltà è l'infedeltà, il tradimento, l'abbandono. Potremmo anche dire che è l'adulterio.

Adulterio è un termine interessante perché viene da ad alterum, andare verso un'altro, andare da un'altra parte. Quand'è che si vede se una persona è fedele o no, o è un'adultera? L'unico modo per vedere se una persona è fedele è se la mettiamo in uno stato di tentazione, quando è allettata a tradire, o quando diventerebbe molto facile tradire. È lì che si conosce la fedeltà di una persona.

Oppure, per esempio, quando un amico richiede un grosso impegno, è lì che si conosce la fedeltà di chi gli sta intorno. Quando per esempio un amico andrebbe corretto, la fedeltà corrisponde all'attitudine di quella persona che ti vuole così bene da dirti quello che veramente ti deve dire, rischiando il rapporto per amore di ciò che ti fa bene.

Se io sono fedele a una persona, sono per questa persona quello devo essere. Il padre, per esempio, deve essere padre verso il figlio, non deve recitare altri ruoli. Così il sacerdote verso i fedeli. Questa è la fedeltà, stare in un rapporto con la persona, per cui io sono quello che sono e non adultero il mio ruolo rispetto all'altro. Questa è una tematica molto forte nella paternità. Il padre non è un amico. Un padre che si fa amico o dà priorità a questo aspetto che comunque non è estraneo alla paternità ma non è il centro, è un adultero. Ha scelto il rapporto di amico, il rapporto assecondante e cameratesco della complicità che è tipico dell'amicizia, mentre invece deve essere capace di autorità, e anche di negazione, di limite nei confronti del figlio. Un padre che non sa dire di no a un figlio è un pessimo padre. Non è buon padre perché lo ha accontentato, anzi è adultero quando è assecondante.

Cos'è la fedeltà quindi? Per esempio nel matrimonio la fedeltà implica un ruolo molto strano. Nella Genesi leggiamo:

Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. (Gen. 2:20)

In ebraico abbiamo il termine kenegdô, che non significa «essere simile», bensì «di fronte a lui», stare «davanti a lui» e quindi anche «contro a lui». Un aiuto che sia contro è una frase molto stramba. Eppure questa è la fedeltà dei rapporti. Che aiuto è uno che è contro di me? Marito e moglie devono essere l'uno per l'altro, capaci di correzione, capaci di essere strumenti di crescita l'uno per l'altro.

Fedeltà e connivenza sono due cose diverse. Connivenza implica un patto di non aggressione che difende la tranquillità dei due contraenti. La fedeltà implica anche lo scontro.

La nostra è una società adultera, è una società che ama l'adulterio, ama la trasgressione, superare il limite. C'è nell'adulterio come una forma di fascino, perché c'è un'autoaffermazione. La fedeltà è affermazione dell'altro, del bene dell'altro, mentre l'adulterio è affermazione di sé.

Cos'è l'indissolubilità matrimoniale? Indissolubile è un tipo di rapporto che è tale per se stesso, per definizione. Non ci si può sposare se non ci si sente legati indissolubilmente. Per esempio, il rapporto padre-figlio è indissolubile, al di là di quello che il figlio fa o non fa. Se uno si ritrova un figlio particolarmente problematico tanto da arrivare alla rottura dei rapporti, comunque quello resta il figlio e l'altro il padre. Questo tipo di rapporto è indissolubile per sua natura propria. Il tipo di amore tra uomo e donna, quando è amore autentico, è questo. Puoi dire di un figlio che non è più tuo figlio? No, perché lo è. Puoi dire di uno sposo che non è più tuo sposo perché ti ha fatto di tutto? No, perché lo è. Questa condizione è previa al matrimonio, non posteriore. Quando due persone si accostano al matrimonio, devono avere questa convinzione l'uno dell'altro. Due sposi devono considerare il matrimonio come una chiamata ad essere l'uno carne dell'altra.

L'infedeltà è menzogna, credere di fare qualcosa che mi dia di più.

Chi è fedele è fedele in tutti i rapporti, non è che è fedele nel matrimonio ma non lo è nell'amicizia. La fedeltà è uno stile di vita. Io non posso presentarmi di fronte agli altri per quello che non sono. Da dove nasce questa fedeltà? Nasce dal Fedele. Il Fedele per eccellenza è il Signore Gesù Cristo. Fedele è Dio, colui che è fedele e verace. Nell'A.T. la fedeltà è uno degli attributi più importanti del Dio d'Israele. Perché? Perché è quello che non rompe il suo patto, non viene meno al suo ruolo rispetto al suo popolo. Il Signore Gesù ci ha mostrato la sua fedeltà sulla croce.

Nella preghiera eucaristica si dice: «Egli nella notte in cui fu tradito prese il pane e disse, questo è il mio corpo che è dato per voi». Mentre veniva tradito Gesù si dava, mentre veniva tradito Gesù celebrava la sua fedeltà, come uno sposo che ama la sua sposa ed è pronto ad offrire la sua vita per lei. Così il Signore ci ha dato il suo corpo amandoci fino in fondo, fino ad essere fedele anche quando meritavano di essere abbandonati e rinnegati.


mercoledì 28 ottobre 2020

IL FRUTTO DELLO SPIRITO: MITEZZA

 

Galati 5:22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;

Che cos'è questa mitezza? La parola prautēs in greco vuol dire dolcezza, o meglio ancora assenza di violenza. È facile pensare a una persona garbata, gentile, ma non è questo il senso proprio della mitezza. Si rischia di banalizzare, ma la Scrittura ci chiede sempre di crescere, di scoprire, di capire, mai fermarsi al primo acchito di ciò che capiamo.

Questo termine prautēs viene usato nella Bibbia greca dell'A.T. per tradurre un termine ebraico che è ben diverso, anî, che vuol dire “povero”, e dunque associa la mitezza alla povertà. Allora poniamoci la domanda: perché un povero sarebbe mite? Si potrebbe pensare il contrario, un povero potrebbe essere una persona arrabbiata, potrebbe essere una persona che ha da rivendicare, ecc.

Come si capisce se una persona è mite? Noi vediamo una persona passare per strada, è mite o non è mite, che ne sappiamo? C'è un sistema molto semplice, offendiamola, proviamo a metterla sotto pressione, vediamo come reagisce. Bisogna spremerle le persone per capire cosa hanno dentro; all'apparenza siamo tutti carini, poi bisogna vedere quando la mordi una persona per sapere di cosa sa. La mitezza si riconosce in stato di conflitto. Il mite è la persona che reagisce con la pace di fronte alla violenza.

La parola «mite» la troviamo nella terza beatitudine: “beati i miti perché erediteranno la terra”. E qui capiamo qualcosa del rapporto tra Spirito Santo, mitezza, assenza di violenza. Inoltre Matteo riporta una frase di Gesù dove dice: Imparate da me che sono mite e umile di cuore.

Gesù è mite. Ma mite vuol dire che è una persona remissiva? Ecco l'altra strada sbagliata che potremmo prendere: il mite è una persona che abbozza, che preferisce evitare lo scontro. In realtà tutto questo avrebbe a che fare con la vigliaccheria, con la mancanza di coraggio, con l'inconsistenza di carattere.

Allora torniamo alla beatitudine: beati i miti perché erediteranno la terra. Che cosa c'è in ballo? La terra, l'eredità e la mitezza, che relazione hanno tra di loro? Come mai ciò che è l'elemento fondamentale delle guerre, la conquista del territorio, la terra, diventa oggetto di eredità da parte di chi non combatte? Normalmente ci si aggredisce per il territorio. Normalmente sono i violenti e gli aggressivi quelli che si prendono il territorio. Come fa il mite a prendere questa terra?

Un errore che in genere si fa, è quello di imporsi un atteggiamento di mitezza che porta la persona a cercare di non reagire alla violenza altrui, in nome di un certo buonismo. Non è questo ciò di cui stiamo parlando. È tutto un altro paio di maniche. Qui stiamo parlando di un frutto dello Spirito che chiede una forza, che in un certo senso chiede un'aggressività, ma di un altro tipo.

Essendo frutto dello Spirito, è un'attitudine conseguente a una forza. La terra è lo scopo di ogni battaglia, ogni aggressività si fa per un territorio, per un oggetto, i contendenti sono con-tendenti, cioè tendono allo stesso obiettivo. Perché invece l'obiettivo apparterrà al mite, a colui che non combatte?

Ha a che fare con l'ereditare. Questo termine noi lo concepiamo secondo la nostra cultura, pensiamo al testamento di qualcuno che è morto e ci lascia qualche cosa. Ma ereditare nella Scrittura è qualcosa di più. L'eredità era la porzione della terra promessa ricevuta da ogni tribù d'Israele nella conquista di Canaan, e questa terra quindi, diventa metafora di ben altra terra di quella dove si scontrano gli uomini. C'è un luogo, c'è una dimensione, c'è qualcosa che vale veramente la pena di difendere. Cioè:

A) il rapporto con Dio, B) la vera pace, ciò che veramente conta. Qui non si tratta di essere remissivi, al contrario essere molto attaccati a ciò che veramente vale.

Molto spesso quando una persona risponde con durezza a chi l'aggredisce, è scesa al livello dello scontro per la stessa cosa che l'altro desidera, sta difendendo un bene che l'altro gli può rubare. Esiste un bene che nessuno può rubare? Esiste un bene che va difeso anche a costo della perdita delle cose di questo mondo? Ebbene, il mite è colui che non risponde allo scontro perché lui tiene a un bene più alto, ha qualcosa di più bello, conosce una cosa che si chiama Spirito Santo e questo Spirito Santo. è il suo dono, e questo dono non lo baratta con niente. Che cosa mi vuoi rubare? Mi vuoi offendere? Ma che m'importa, ho ben altro.

Il mite in questo senso non è uno che non ce l'ha fa a combattere, ma è uno che combatte un'altra battaglia, molto più seria. È povero per questo mondo, ma ricco per il mondo avvenire. È qualcuno che ha la vera ricchezza, quella che nessuno gli può togliere.

Allora, il segreto della non conflittualità non è un carattere controllato, una disciplina dei propri impulsi, ma è il possesso di un bene che non può essere tolto, è il possesso della ricchezza vera, quella che sta nei cieli, che fa di un uomo, un uomo non vulnerabile. È mite perché non ha da combattere quelle battaglie che l'altro ha da combattere. Non perché non vede il male dell'altro, non perché non riconosce un'aggressione, ma perché capisce che deve difendere ben altro, ha altro di cui occuparsi.

Il mite è colui che eredita la terra. Per questo si tiene stretto ciò che vale. Se sarà necessario alzerà anche la voce, non contro qualcuno ma per qualcuno. C'è differenza se critichi qualcuno con malizia o se lo critichi per amore. Le critiche ricevute da chi ci vuol bene possono farci soffrire parecchio perché vanno dritte al punto. Il mite combatte le battaglie così, il mite conosce il vero bene per cui vale la pena di impugnare le armi, e sono armi diverse, forgiate in un'altra fabbrica.

Guerra in ebraico si dice milāmāh, dalla parola leḥem che vuol dire pane, cioè combattere per il pane. La guerra viene per un appetito. Allora, qui non si tratta di non avere appetito, di essere inappetenti riguardo i conflitti umani, ma si tratta di cercare il pane quello vero. Una persona si deve sempre chiedere quando si arrabbia, quando si adira, cosa sta difendendo. Quando ci adiriamo stiamo sempre difendendo qualcosa; allora ci dobbiamo chiedere cosa stiamo difendendo, perché ci stiamo arrabbiando tanto?

La mitezza, frutto dello Spirito Santo deriva dal capire ciò che veramente è prezioso per la nostra vita, e questa è una luce che viene dallo Spirito Santo. Si deve crescere in questa luce. Allora la nostra battaglia è di un altro genere, la nostra lotta dice San Paolo non è contro le creature di carne e sangue. Il Salmo 45:3,4 dice: O prode, cingiti la tua spada al fianco, Che è la tua gloria, e la tua magnificenza; E prospera nella tua gloria, cavalca in su la parola di verità, e di mansuetudine, e di giustizia;

Combattere con queste armi implica una conoscenza della giustizia che non è la giustizia umana della bilancia sociale, ma è la giustizia del rapporto con Dio. È quella giustizia che ogni uomo ha diritto di avere: avere Dio per proprio Padre, avere Cristo per proprio Salvatore.

Quindi la mitezza come frutto dello Spirito deriva da questa esperienza che è l'aver conosciuto la paternità di Dio, aver conosciuto la salvezza di Cristo, e a quel punto difenderla con i denti, questa sì.





lunedì 26 ottobre 2020

FINANZA CRIMINALE

 

Finanza criminale

I grandi finanzieri sono dei grandi criminali che hanno trovato il modo di emettere denaro in proprio e poi venderlo al prezzo stabilito da loro in regime di assoluto monopolio. Mentre gli altri, le persone comuni, lavorano per guadagnarsi da vivere e per mantenere le proprie famiglie, loro speculano in borsa, conquistano i vertici delle società multinazionali e complottano con i governi "amici” per asservire i popoli e le nazioni, aumentando la voragine del debito e poi ricorrendo a loro per pagare gli interessi sui prestiti necessari a sostenere l’economia: il che non è svolgere un lavoro.

In pratica, sono i parassiti dell’umanità e il loro contribuito alla vita sociale è paragonabile a quello di una sanguisuga che succhia il sangue da un organismo sano e non cessa di succhiarlo finché non l’ha condotto alla morte; dopo di che si attacca a un altro organismo e ricomincia il suo lavoro.

Si aggiunga che non hanno dovuto neppure sprecare energie per conquistare le posizioni di potere che occupano: le hanno semplicemente ereditate. Tutto, da secoli, resta confinato all’interno delle stesse famiglie, matrimoni e successioni compresi: essi stanno bene attenti a che né una goccia di sangue, né un centesimo vadano a finire in altre mani. Così come hanno ricevuto i loro imperi finanziari per via ereditaria, così li vogliono trasmettere integri, anzi raddoppiati, triplicati o decuplicati, ai loro successori.

Pensano in grande, molto in grande. Nel corso del tempo, si sono formati dei colossi finanziari che oggi dominano letteralmente il pianeta: i Rotschild, i Rockefeller, ecc. Non si creda che costoro siano partiti dalla gavetta, come avviene per il piccolo e medio imprenditore figlio di operai o di contadini delle passate generazioni; no: essi sono inseriti in una rete di relazioni massonico-mafiose che vedono coinvolte le principali famiglie finanziarie a livello mondiale. Non hanno fretta, perché sanno che ci vuole tempo e pazienza per arrivare alla meta.

D’altra parte, ora si accingono a tirare a bordo le reti: hanno atteso abbastanza, tutti i pesci sono finiti nelle reti e non resta altro da fare che procedere all’ultima fase del programma, incamerare i beni espropriati alle popolazioni, distrutti mediante la concorrenza insostenibile delle loro catene di società multinazionali, e mettere la pietra tombale su ciò che ancora sopravvive dell’economia reale, fatta di lavoro vero, di risparmio vero, di beni e servizi prodotti con il sudore della fronte e non cifre astratte segnate sullo schermo di un computer.

Il primo marzo 2020 le borse mondiali, a causa delle speculazioni che si erano scatenate ovunque nel mondo, hanno bruciato 6.000 miliardi di dollari in una sola settimana.

In Italia le perdite più grosse si ebbero nelle sedute di metà marzo, quelle in cui Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato della Borsa italiana, lasciò aperte agli speculatori le porte della borsa valori. Non c'è bisogno di spiegare a quale etnia appartenga chi si chiama Jerusalmi.

A fine 2019 la capitalizzazione mondiale di tutte le borse era di 85.000 miliardi di dollari.

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In questi affari, tutti perdono o qualcuno ci guadagna?

Quando, per esempio, si dice “la borsa ha perso 10.000 miliardi”, o “ha bruciato 10.000 miliardi”, come si usa in gergo borsistico, si dice una verità parziale.

L’affermazione è vera quando il prezzo cala perché nessuno vuole comprare quelle azioni, pertanto il loro prezzo quindi crolla.

Ad esempio, ho un’azione che vale 1.000 euro, ma nessuno la vuole, sono costretto a venderla a 600 euro e questo è il suo nuovo valore, c’è stata una perdita secca di valore di 400 euro. Sono stati “bruciati” 400 euro.

L’affermazione è falsa quando il prezzo cala perché c’è stata una speculazione. Ad esempio, gli speculatori vendono allo scoperto (vendono quindi cose che non hanno) una marea di azioni che valgono 1.000 euro generando il panico tra i risparmiatori, quando il prezzo scende a 600€ comprano le azioni che avevano in precedenza venduto allo scoperto. In questo caso la borsa ha perso 400€, le azioni valgono ora 600€, ma gli speculatori hanno guadagnato 400€, vale a dire la differenza tra il prezzo di vendita (1.000€) e il prezzo d’acquisto (600€).

In questo caso la ricchezza non è stata bruciata, ma è passata di mano.

Quindi, in presenza di speculazione, dire che la borsa ha bruciato 10.000 miliardi di ricchezza è fuorviante, serve soltanto a gettare una copertura mediatica alla finanza predatoria. Infatti, la parola “bruciare” fa pensare che quella ricchezza è perduta, nessuno ha guadagnato.

Per quanto ci riguarda, il calo della borsa italiana di metà marzo era dovuto soprattutto a vendite allo scoperto, quindi era di tipo speculativo. Si è trattato di una razzia.

La finanza globalista apolide di ben nota etnia si è sincronizzata in modo esemplare per condurre una straordinaria operazione speculativa a livello planetario. I guadagni della speculazione, soldi sottratti al risparmio, possono essere ora reinvestiti nell’acquisto di aziende quotate in borsa, ma a prezzi di saldo.

Sono stati sottratti migliaia di miliardi ai risparmiatori e all’economia produttiva, un vero e proprio furto legalizzato. Inoltre, la finanza apolide di ben nota etnia reinvestirà il maltolto nel riacquisto di azioni a prezzi di saldo.

Le imprese, dopo la crisi, se riprenderanno il loro percorso di crescita, faranno sì che la finanza guadagni due volte, una prima volta grazie alla speculazione e una seconda volta grazie alla ripresa economica.

Il coronavirus ha messo in ginocchio le economie del mondo, ma la finanza apolide parassitaria di ben nota etnia si arricchisce sempre e comunque.

Dal punto di vista della finanza questa crisi è stata soltanto una predazione globale. Chi guadagna quindi in questo disastro planetario? Possiamo fare molti nomi, ma è inutile. Sono sempre gli stessi predatori figli del diavolo. Ormai i loro nomi dovremmo conoscerli a memoria. Nulla di nuovo sotto il sole.